mercoledì 3 luglio 2013
URGENTE
Avviso urgente.
L'appello di Letteratura inglese I e II (Prof. C. Bruna Mancini) del 10 settembre 2013 sarà l'ultimo in cui sarà possibile portare programmi anteriori a quelli svolti nell'A.A. 2009-10. Dopo l'appello di settembre 2013 gli studenti potranno fare esami solo sui programmi svolti a partire dal 2009-10.
venerdì 14 giugno 2013
martedì 11 giugno 2013
aula appelli
per l'appello degli esami del 18/06 e del 02/07 è l'aula è la N (cubo 18c, 172 posti, piano terra).
Per chi è interessato.....
Sono aperte le iscrizioni ai workshop di traduzione letteraria e per il cinema del festival Babel
Giunto alla sua ottava edizione, Babel, festival di letteratura e traduzione, offrirà quest’anno una panoramica sulla produzione letteraria africana in lingua francese (programma disponibile a breve sul sito www.babelfestival.com). Come di consueto il festival sarà accompagnato da due workshop di traduzione letteraria e due di traduzione per il cinema.
Workshop di traduzione letteraria
Bellinzona, 12-15 settembre 2013
Francese-italiano
Docenti:Yasmina Melaouah, Maurizia Balmelli, Kamel Daoud.
Inglese-italiano
Docenti: Franca Cavagnoli, Matteo Campagnoli.
Workshop di traduzione per il cinema
Sottotitoli e adattamento dei dialoghi al doppiaggio
Bellinzona, 12-15 settembre 2013
Inglese-italiano
Docenti: Filippo Ottoni, Elvira de Majo, Claudia Quadri.
Francese-italiano
Docenti: Filippo Ottoni, Elvira de Majo, Claudia Quadri.
ricerca@babelfestival.com
babelfestival.workshop@gmail.com
venerdì 24 maggio 2013
a chi può interessare?
DIPARTIMENTO DI FILOLOGIA, LETTERATURA E LINGUISTICA - Università di Pisa
Corso accademico intensivo di traduzione:
narrativa contemporanea, editoria e cinema
(San Rossore, Pisa, 30 agosto – 4 settembre 2013)
Obiettivo del corso
Il corso accademico intensivo di traduzione di narrativa contemporanea, editoria e cinema nasce dall’esperienza pluriennale del Master di II livello in Traduzione di Testi Postcoloniali attivato dall’Università di Pisa. Il corso, della durata complessiva di 48 ore, si prefigge di fornire competenze utili e strumenti specifici a chi desideri intraprendere o perfezionare la carriera del traduttore letterario per il cinema e per l’editoria.
I giorni di studio sono articolati in tre laboratori traduttivi intensivi dall’inglese all’italiano, caratterizzati da una didattica non convenzionale e da un approccio multidisciplinare: il laboratorio di narrativa e il workshop di editoria saranno guidati da professionisti impegnati da anni all'interno della casa editrice Einaudi; il seminario di traduzione di testi audiovisivi sarà condotto da due tra i migliori professionisti del settore.
A due allievi, selezionati dai docenti del Corso, che risultino iscritti al Corso di Laurea Magistrale TLS, Università di Pisa, verrà dimezzata la quota di iscrizione al corso accademico intensivo.
Al migliore allievo, selezionato dai docenti del Corso, verrà offerta la possibilità di frequentare la VII edizione del Master di II livello in Traduzione di Testi postcoloniali detraendo la metà somma versata per la frequenza della scuola estiva dalla quota di iscrizione.
A chi è diretto
Il corso è aperto agli studenti iscritti all'ultimo anno di corso della Laurea Triennale, a quelli iscritti ai corsi di Laurea Specialistica e Magistrale, nonché a laureati e a dottorandi. Il corso ha valenza di attività formativa e di aggiornamento anche per i docenti delle scuole secondarie, così come previsto dalla Direttiva Ministeriale 90, 1 Dicembre 2003.
La partecipazione al corso accademico intensivo consentirà agli studenti iscritti al Corso di Laurea Magistrale in Traduzione di Testi Letterari e Saggistici, Università di Pisa, di maturare (previa richiesta di riconoscimento da parte degli interessati, con allegato l’attestato di partecipazione e di superamento della la prova finale) 6 CFU tra quelli a scelta libera.
Al termine del corso è prevista una prova finale di traduzione e commento.
Presentazione delle domande
Dal 30 maggio fino al 25 luglio sarà possibile pre-iscriversi inviando il formulario di immatricolazione al Direttore del corso, Professoressa Biancamaria Rizzardi all’indirizzo b.rizzardi@angl.unipi.it, e per conoscenza alla segreteria amministrativa del Dipartimento di Fililogia, Letteratura e Linguistica, all’indirizzo s.manca@adm.unipi.it. Si prega di mettere come oggetto dell’e-mail “Iscrizione al corso intensivo di traduzione”. I partecipanti saranno selezionati sulla base dei loro cv e delle informazioni supplementari che ritengano opportuno inviare al fine di una più completa presentazione professionale.
Al raggiungimento del numero minimo, e previa comunicazione via e-mail, si dovrà procedere al pagamento della quota entro e non oltre il 10 agosto.
Quota di partecipazione
Costo frequenza corso Euro 350,00 + IVA vigente al momento del versamento della quota.
La quota di iscrizione dovrà essere versata sul conto corrente bancario intestato a:Università di Pisa presso Cassa di Risparmio di Pisa, Lucca e Livorno, Piazza Dante 1, Pisa, BIC o SWIFT: BAPPIT21T51, CODICE IBAN: IT66L0503414011000000365212 indicando Nome e Cognome nonché la causale del pagamento (“Iscrizione corso accademico intensivo di traduzione letteraria”).
Vitto e alloggio
Il corso ha stipulato una convenzione con il casale “La Sterpaia”, recentemente restaurato, che mette a disposizione dei partecipanti camere a prezzo estremamente vantaggioso (http://www.casalelasterpaia.it/):
- pernottamento in ostello: 15,00 euro al giorno;
- B/B: 19,00 euro al giorno;
- mezza pensione: 32,00 Euro al giorno;
- pensione completa: 45,00 Euro al giorno.
Il luogo: PARCO NATURALE DI SAN ROSSORE
A pochi chilometri da Pisa, la splendida tenuta di San Rossore ne costituisce un inesauribile polmone verde, ricco di attrattive di grande valenza paesaggistica (http://www.parcosanrossore.it/).
I seminari si terranno nella suggestiva cornice del centro visite ai margini della riserva naturale del Palazzetto all’interno della tenuta, luogo di incontri e memorie storiche legate ai granduca di Toscana prima, di Casa Savoia poi, e infine dei vari Presidenti della nostra repubblica.
La didattica
I partecipanti saranno divisi in due gruppi con un max. di 20 partecipanti ciascuno. I laboratori inizieranno venerdì 30 agosto alle ore 09.30 e si concluderanno mercoledì 4 settembre alle ore 18.00.
A) IL LABORATORIO DI NARRATIVA
Docenti: Susanna Basso e Grazia Giua (Einaudi)
SCAFFOLDING (Susanna Basso)
Titolo del seminario di Susanna Basso sarà SCAFFOLDING, vale a dire, PONTEGGI (dalla omonima lirica di Seamus Heaney). L’obiettivo degli incontri sarà la traduzione del racconto “Meneseteung” di Alice Munro. Partendo dall'analisi di alcune short stories di vari autori, verrà richiamata l'attenzione degli studenti sulla necessità di ricostruire le "impalcature" narrative che sorreggono la scrittura (e perciò la traduzione) di un testo.
LE PAROLE SONO PIETRE (Grazia Giua)
Traduzioni-malachite, traduzioni-lapislazzuli, traduzioni-acquamarina. Gli incontri verteranno su come imparare a riconoscere i vari tipi di traduzione e capire che cosa occorre per essere più efficaci in ciascun caso: esaltare una venatura, illuminare una trasparenza, cancellare un’impurità. Verranno utilizzati esempi tratti da una varietà di autori di lingua inglese (Alice Munro, Martin Amis, Philip Roth fra gli altri) per illustrare le tipologie di lavoro e di intervento, e gli studenti avranno modo di cimentarsi con l’eterna ricerca di equilibrio tra giusto e bello che sottende a ogni pubblicazione.
B) IL LABORATORIO DI TRADUZIONE AUDIOVISIVA
Docenti: Filippo Ottoni (AIDAC) e Elvira de Majo (Ombre elettriche)
TRADURRE DIALOGHI E ADATTARE DIALOGHI (Filippo Ottoni)
Il programma comprende: a) Un excursus sulle modalità del doppiaggio e ciò che si richiede al dialoghista/adattatore; b) Una serie di esempi limite tratti da film adattati dal docente; c) Esercizi di traduzione letteraria di dialoghi originali e di adattamento labiale.
LA PAROLA E L’IMMAGINE (Elvira de Majo)
Il programma comprende una parte teorica che evidenzia la particolarità di una traduzione collegata all'immagine, alla gestualità e alla necessità di sintetizzare il dialogo, e una parte pratica che mostra esempi di sottotitolazione e propone, poi, esercizi di traduzione con correzione collettiva dei sottotitoli.
C) IL LABORATORIO DI EDITORIA
Docenti: Walter Bergero, Enrico Ganni, Marco Rana (Einaudi)
IL LAVORO DEL REDATTORE: ESPERIENZE DI TRADUZIONE (Walter Bergero)
Il laboratorio si concentrerà sul cammino che compie un libro rivisto fino alla benedizione del “visto, si stampi”: la fase che comprende l’impaginazione, l’applicazione delle norme redazionali, il lavoro sul testo, la correzione e la “chiusura”. Nel tentativo di rendere al meglio il senso di un logico percorso formativo e l’idea di una contiguità professionale che è nella quotidianità di una casa editrice, particolare rilievo sarà dato ai collegamenti temporali con le esperienze di revisione e traduzione.
DALLO SCOUTING AL ‘VISTO SI STAMPI’. COME FUNZIONA UNA CASA EDITRICE E IL LAVORO DELL'EDITOR (Enrico Ganni)
Il corso intende offrire una panoramica sul lavoro nella redazione e su come un manoscritto, o un libro edito in lingua straniera, e in particolare in lingua inglese, giunga alla pubblicazione. Gli studenti seguono il percorso che dal manoscritto conduce alla bozza e dalla bozza al libro vero e proprio (attraverso la trattativa per i diritti, la traduzione, la quarta di copertina, la scheda promozionale, e le tempistiche di stampa, allestimento e distribuzione).
MARKETING EDITORIALE (Marco Rana)
Marketing editoriale: ossimoro, necessità o circolo virtuoso? Il seminario si propone di tracciare un quadro sintetico dei processi di gestione di una casa editrice, contestualizzati nell'attuale scenario di mercato dell'editoria libraria (generi, formati, fasce di prezzo, canali distributivi, eBook).
I docenti:
Susanna Basso è nata e vive a Torino dove insegna e traduce. Da molti anni collabora con la casa editrice Einaudi. Tra gli autori tradotti: Alice Munro, Ian McEwan, Martin Amis, Julian Barnes, Paul Auster, Jane Austen. Nel 2010 ha pubblicato il saggio "Sul tradurre. Esperienze e divagazioni militanti”.
Walter Bergero è nato a Torino nel 1971 e vive a Beinasco, a due passi dal capoluogo piemontese. Dopo la maturità classica si è iscritto alla Facoltà di Lettere di Torino e si è laureato nel luglio del 1995. Ha cominciato a lavorare per la casa editrice Einaudi durante il periodo universitario, occupandosi di bozze e dattiloscritti. Dal conseguimento della laurea ha cominciato a lavorare per Einaudi sempre in modo più stabile, seguendo tra gli altri, le pubblicazioni di Philip Roth, McEwan, Munro, Pamuk, Murakami, Mo Yan, McCarthy, Franzen, Byatt e DeLillo.
Elvira de Majo dal 1980 cura le edizioni italiane di numerosi film e serie televisive. Nel 1994 fonda la società Ombre elettriche che, prima in Italia, si specializza nella sottotitolazione laser da e in tutte le lingue. Il suo lavoro si basa su una ricerca sulla traduzione che tiene conto del nesso imprescindibile tra immagine, gestualità e dialogo, nel rispetto del linguaggio originale del filmato e della leggibilità del sottotitolo.
Enrico Ganni è editor per la narrativa straniera presso la Casa editrice Einaudi. Nella sua attività di curatore e traduttore ha rivolto la propria attenzione in particolare agli autori tedeschi del XVIII e XIX secolo, nonché a Sigmund Freud, Walter Benjamin (del quale cura la pubblicazione delle Opere complete), Franz Kafka, Jean Améry e Hans Magnus Enzensberger.
Grazia Giua
Grazia Giua è nata nel 1968 a Torino, dove vive e lavora. Dopo una lunga esperienza di insegnamento e traduzione, è diventata editor di narrativa straniera per la Giulio Einaudi Editore, dove si occupa della cura di autori di lingua inglese come Jonathan Franzen, Ian McEwan, Cormac McCarthy, Raymond Carver e Julian Barnes.
Filippo Ottoni
Lavora nel settore del doppiaggio e della traduzione teatrale da oltre 30 anni. Ha tradotto, adattato e diretto al doppiaggio oltre 200 film, di autori come Anghelopoulos, Tarkovskij, Altman, Bergman e Clint Eastwood. Nel 2002 è stato insignito del Premio Nazionale per la Traduzione della Presidenza della Repubblica italiana per i dialoghi di «Vanità e Affanni» di Bergman. Ha vinto l’Anello d’Oro per il miglior doppiaggio generale 2 volte, per «Gosford Park» e «Mystic River», nonché 2 premi al Festival Internazionale del Doppiaggio: migliori dialoghi per "Il curioso caso di "Benjamin Button" e per "Invictus". Ha tradotto per il teatro lavori di Michael Frayn, Harold Pinter, Alan Ayckburn, François Ozon e Francis Veber. Da diversi anni insegna al Master di II Livello presso l’Università di Pisa, e tiene regolarmente conferenze presso altre università (La Sapienza di Roma, Bologna-Forlì, Roma Tre, Università degli Studi di Milano).
Marco Rana
Marco Rana è nato a Torino nel 1969. Dopo le prime esperienze professionali in Rizzoli - Corriere della Sera e UTET, ha seguito per molti anni il marketing della casa editrice Einaudi. Attualmente è direttore marketing dell'editoria di catalogo della Divisione Libri Mondadori.
Orario Venerdì 30 agosto Sabato 31 agosto Domenica 1 settembre Lunedì 2 settembre Martedì 3 settembre Mercoledì 4 Settembre
09:30-13.30
Laboratorio narrativa (Susanna Basso) Gruppo A
Laboratorio di revisione (Grazia Giua)
Gruppo B
Laboratorio narrativa (Susanna Basso)
Gruppo B
Laboratorio di revisione (Grazia Giua)
Gruppo A Laboratorio narrativa e revisione (Susanna Basso e Grazia Giua)
Gruppo A + B
Laboratorio di editoria
Enrico Ganni Laboratorio di editoria
Enrico Ganni
Laboratorio cinema (Filippo Ottoni)
Gruppo A
Laboratorio sottotitoli (Elvira de Majo)
Gruppo B
Pausa
15.30-19.30
Laboratorio di editoria / correzione bozze
(Walter Bergero)
Laboratorio di editoria / correzione bozze
(Walter Bergero) Laboratorio editoria / marketing
(Marco Rana)
Laboratorio cinema (Filippo Ottoni)
Gruppo A
Laboratorio sottotitoli (Elvira de Majo)
Gruppo B Laboratorio cinema (Filippo Ottoni)
Gruppo B
Laboratorio sottotitoli (Elvira de Majo)
Gruppo A Laboratorio cinema (Filippo Ottoni)
Gruppo B
Laboratorio sottotitoli (Elvira de Majo)
Gruppo A
Evento organizzato in collaborazione con:
Comune di Pisa, Provincia di Pisa, Ente Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli, Associazione Italiana Dialoghisti Adattatori Cinetelevisivi, Associazione Italiana di Studi Canadesi, Associazione Nazionale Docenti di Anglistica, Ombre Eletteriche.
mercoledì 22 maggio 2013
martedì 30 aprile 2013
Gino Strada ha scritto questa storia insieme a sua figlia Cecilia per spiegare ai bambini il significato di parole come "diritti", "pace", "uguaglianza".
C'era una volta un pianeta chiamato Terra. Si chiamava Terra anche se, a dire il vero, c'era più acqua che terra su quel pianeta.
Gli abitanti della Terra, infatti, usavano le parole in modo un po' bislacco. Prendete le automobili, per esempio. Quel coso rotondo che si usa per guidare, loro lo chiamavano "volante", anche se le macchine non volano affatto! Non sarebbe più logico chiamarlo "guidante", oppure "girante", visto che serve per girare?
Anche sulle cose importanti si faceva spesso molta confusione. Si parlava spesso di "diritti": il diritto all'istruzione per esempio significava che tutti i bambini avrebbero potuto (e dovuto!) andare a scuola.
Il diritto alla salute poi, avrebbe dovuto significare che chiunque, ferito, oppure malato, doveva avere la possibilità di andare in ospedale.
Ma per chi viveva in un paese senza scuole, oppure a causa della guerra non poteva uscire di casa, oppure chi non aveva i soldi per pagare l'ospedale (e questo, nei paesi poveri, è più la regola che l'eccezione), questi diritti erano in realtà dei rovesci: non valevano un fico secco.
Siccome non valevano per tutti ma solo per chi se li poteva permettere, queste cose non erano diritti: erano diventati privilegi, e cioè vantaggi particolari riservati a pochi...
A volte, addirittura, i potenti della terra chiamavano "operazione di pace" quella che, in realtà, era un'operazione di guerra: dicevano proprio il contrario di quello che in realtà intendevano.
E poi, sulla Terra, non c'era più accordo fra gli uomini sui significati: per alcuni ricchezza significava avere diecimila miliardi, per altri voleva dire avere almeno una patata da mangiare.
Quanta confusione! Tanta confusione che un giorno il Mago Linguaggio non ne potè più.
Linguaggio era un mago potentissimo, che tanto tempo prima aveva inventato le parole e le aveva regalate agli uomini.
All'inizio c'era stata un po' di confusione perché gli uomini non sapevano come usarle, e se uno diceva carciofo, l'altro pensava al canguro, e se uno diceva spaghetti l'altro intendeva gorilla, e al ristorante non ci si capiva mai.
Allora il mago Linguaggio appiccicò ad ogni parola un significato preciso, cosicché le parole volessero dire sempre la stessa cosa, e per tutti.
Da allora il carciofo è sempre stato un ortaggio e il gorilla un animale peloso, e non c'era più il rischio di trovarsi per sbaglio nel piatto un grosso animale peloso, con il suo testone coperto da sugo di pomodoro.
Questo lavoro, di dare alle parole un significato preciso, era costato al mago Linguaggio un bel po' di fatica.
Adesso, vedendo che gli uomini se ne infischiavano del suo lavoro, e continuavano ad usarle a capocchia, decise di dare loro una lezione.
"Le parole sono importanti – amava dire -, se si cambiano le parole si cambia anche il mondo, e poi non ci si capisce più niente.".
Una notte, dunque, si mise a scombinare un po' le cose, spostando una sillaba qui, una là, mescolando vocali e consonanti, anagrammando i nomi. Alla mattina, infatti, non ci si capiva più niente.
A tutti gli alberghi di una grande città aveva rubato la lettera gi e la lettera acca, ed erano diventati... alberi! Decine e decine di enormi alberi, con sopra letti e comodini e frigobar, e i clienti stupitissimi che per scendere dovevano usare le liane come Tarzan.
Alle macchine aveva rubato una enne, facendole diventare macchie, e chi cercava la propria automobile trovava soltanto una grossa chiazza colorata parcheggiata in strada.
Alle torte, invece, aveva aggiunto una esse, ed erano diventate tutte... storte, e cadevano per terra prima che i bambini se le potessero mangiare. Erano talmente storte che non erano più buone nemmeno per essere tirate in faccia.
Nelle scuole si era divertito ad anagrammare, al momento dell'appello, la parola presente, e se prima gli alunni erano tutti presenti, ora erano tutti serpenti, e le maestre scappavano via terrorizzate.
Poi si era tolto uno sfizio personale: aveva eliminato del tutto la parola guerra, che aveva inventato per sbaglio, e non gli era piaciuta.
Così un grande capo della terra, che in quel momento stava per dichiarare guerra, dovette interrompersi a metà della frase, e non se ne fece nulla.
Inoltre aveva trasformato i cannoni in cannoli, siciliani naturalmente, e chi stava combattendo si ritrovò tutto coperto di ricotta e canditi.
Andò avanti così per alcuni giorni, con le scarpe che diventavano carpe e nuotavano via, i mattoni che diventano gattoni e le case si mettevano a miagolare, il pane che si trasformava in un cane e morsicava chi lo voleva mangiare.
Quanta confusione! Troppa confusione e gli uomini non ne potevano più.
Mandarono quindi una loro delegazione, a chiedere che rimettesse a posto le parole, e con loro il mondo.
"E va bene - disse Linguaggio - ma solo ad una condizione: che cominciate ad usare le parole con il loro giusto significato.
I diritti degli uomini devono essere di tutti gli uomini, proprio di tutti altrimenti chiamateli privilegi. Uguaglianza deve significare davvero che tutti sono uguali, e non che alcuni sono più uguali di altri. E per quanto riguarda la guerra...".
"Per quanto riguarda la guerra – lo interruppero gli uomini – ci abbiamo pensato... Tienitela pure, è una parola di cui vogliamo fare a meno.".
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