martedì 30 aprile 2013

Gino Strada ha scritto questa storia insieme a sua figlia Cecilia per spiegare ai bambini il significato di parole come "diritti", "pace", "uguaglianza".

C'era una volta un pianeta chiamato Terra. Si chiamava Terra anche se, a dire il vero, c'era più acqua che terra su quel pianeta. Gli abitanti della Terra, infatti, usavano le parole in modo un po' bislacco. Prendete le automobili, per esempio. Quel coso rotondo che si usa per guidare, loro lo chiamavano "volante", anche se le macchine non volano affatto! Non sarebbe più logico chiamarlo "guidante", oppure "girante", visto che serve per girare? Anche sulle cose importanti si faceva spesso molta confusione. Si parlava spesso di "diritti": il diritto all'istruzione per esempio significava che tutti i bambini avrebbero potuto (e dovuto!) andare a scuola. Il diritto alla salute poi, avrebbe dovuto significare che chiunque, ferito, oppure malato, doveva avere la possibilità di andare in ospedale. Ma per chi viveva in un paese senza scuole, oppure a causa della guerra non poteva uscire di casa, oppure chi non aveva i soldi per pagare l'ospedale (e questo, nei paesi poveri, è più la regola che l'eccezione), questi diritti erano in realtà dei rovesci: non valevano un fico secco. Siccome non valevano per tutti ma solo per chi se li poteva permettere, queste cose non erano diritti: erano diventati privilegi, e cioè vantaggi particolari riservati a pochi... A volte, addirittura, i potenti della terra chiamavano "operazione di pace" quella che, in realtà, era un'operazione di guerra: dicevano proprio il contrario di quello che in realtà intendevano. E poi, sulla Terra, non c'era più accordo fra gli uomini sui significati: per alcuni ricchezza significava avere diecimila miliardi, per altri voleva dire avere almeno una patata da mangiare. Quanta confusione! Tanta confusione che un giorno il Mago Linguaggio non ne potè più. Linguaggio era un mago potentissimo, che tanto tempo prima aveva inventato le parole e le aveva regalate agli uomini. All'inizio c'era stata un po' di confusione perché gli uomini non sapevano come usarle, e se uno diceva carciofo, l'altro pensava al canguro, e se uno diceva spaghetti l'altro intendeva gorilla, e al ristorante non ci si capiva mai. Allora il mago Linguaggio appiccicò ad ogni parola un significato preciso, cosicché le parole volessero dire sempre la stessa cosa, e per tutti. Da allora il carciofo è sempre stato un ortaggio e il gorilla un animale peloso, e non c'era più il rischio di trovarsi per sbaglio nel piatto un grosso animale peloso, con il suo testone coperto da sugo di pomodoro. Questo lavoro, di dare alle parole un significato preciso, era costato al mago Linguaggio un bel po' di fatica. Adesso, vedendo che gli uomini se ne infischiavano del suo lavoro, e continuavano ad usarle a capocchia, decise di dare loro una lezione. "Le parole sono importanti – amava dire -, se si cambiano le parole si cambia anche il mondo, e poi non ci si capisce più niente.". Una notte, dunque, si mise a scombinare un po' le cose, spostando una sillaba qui, una là, mescolando vocali e consonanti, anagrammando i nomi. Alla mattina, infatti, non ci si capiva più niente. A tutti gli alberghi di una grande città aveva rubato la lettera gi e la lettera acca, ed erano diventati... alberi! Decine e decine di enormi alberi, con sopra letti e comodini e frigobar, e i clienti stupitissimi che per scendere dovevano usare le liane come Tarzan. Alle macchine aveva rubato una enne, facendole diventare macchie, e chi cercava la propria automobile trovava soltanto una grossa chiazza colorata parcheggiata in strada. Alle torte, invece, aveva aggiunto una esse, ed erano diventate tutte... storte, e cadevano per terra prima che i bambini se le potessero mangiare. Erano talmente storte che non erano più buone nemmeno per essere tirate in faccia. Nelle scuole si era divertito ad anagrammare, al momento dell'appello, la parola presente, e se prima gli alunni erano tutti presenti, ora erano tutti serpenti, e le maestre scappavano via terrorizzate. Poi si era tolto uno sfizio personale: aveva eliminato del tutto la parola guerra, che aveva inventato per sbaglio, e non gli era piaciuta. Così un grande capo della terra, che in quel momento stava per dichiarare guerra, dovette interrompersi a metà della frase, e non se ne fece nulla. Inoltre aveva trasformato i cannoni in cannoli, siciliani naturalmente, e chi stava combattendo si ritrovò tutto coperto di ricotta e canditi. Andò avanti così per alcuni giorni, con le scarpe che diventavano carpe e nuotavano via, i mattoni che diventano gattoni e le case si mettevano a miagolare, il pane che si trasformava in un cane e morsicava chi lo voleva mangiare. Quanta confusione! Troppa confusione e gli uomini non ne potevano più. Mandarono quindi una loro delegazione, a chiedere che rimettesse a posto le parole, e con loro il mondo. "E va bene - disse Linguaggio - ma solo ad una condizione: che cominciate ad usare le parole con il loro giusto significato. I diritti degli uomini devono essere di tutti gli uomini, proprio di tutti altrimenti chiamateli privilegi. Uguaglianza deve significare davvero che tutti sono uguali, e non che alcuni sono più uguali di altri. E per quanto riguarda la guerra...". "Per quanto riguarda la guerra – lo interruppero gli uomini – ci abbiamo pensato... Tienitela pure, è una parola di cui vogliamo fare a meno.".

lunedì 29 aprile 2013

La dott.Mancini riceverà gli studenti l'8 maggio. Sarà la mattina ma per l'orario aspetto di sapere se ci saranno altri impegni. Controllate sul blog.

martedì 12 marzo 2013

ricevimento.....

La Dott. Mancini riceve il 14 marzo alle 9,30 nel suo ufficio.
Domani gli esami si terranno nell'aula STORIA 5 alle 15. Ricordatevi di portare tutto il materiale: programma stampato da internet o fotocopiato, libri, saggi... tutto! Grazie!
Non preoccupatevi, la mia assistente ha semplicemente dimenticato di mandarmi tutti i nomi..... ora sono tutti. Presto vi diremo se riusciamo ad avere un'aula. Portate TUTTO il materiale: libri, programmi, fotocopie.... TUTTO. Grazie.

lunedì 11 marzo 2013

Elenco degli studenti che devono fare l'esame. CALAUTTI MARTINA DE MASI MARTINA CERRA ANGELA FERRARO ROSSELLA MAZZITELLI GIOVANNI CIPOLLA ALESSIA MACRì ALESSIA PANNACE VALENTINA GIGLIARANO CAROLINA BELCASTRO ROSSELLA BUTANO PAOLA ANNA PAONE ROBERTA CROCCO GLORIA CIRILLO GIUSY VENTURA ANNA Lio alessia coluccio serena lanzone federica falbo ettore raffaele bennardo mariangela mazza ilenia carta emanuela mirabello beatrice rizzo katia perri mafalda amelio saverio ferraro martina davì maria rosa vormair helga cristina ruscio fabio leone valentina sammarra mariangela alberti andrea curiale rosaria maceri marta di santo maria spina giuseppe bonanno rossana leone caterina

venerdì 1 marzo 2013

Ai miei studenti che devono svolgere l'esame...

Ai miei studenti che devono svolgere l'esame... Scusate ma inaspettatamente tutte le riunioni, il consiglio, le sedute e quant'altro si sono affollate gli stessi giorni! Io ho fatto quanto potevo ma alla fine ho pensato che la cosa migliore, invece di farvi aspettare e fare due esami alla volta, fosse di spostare. Quanto prima posto l'elenco e vi faccio sapere il luogo in cui faremo e termineremo gli esami. E' inutile ripetere che gli studenti che possono fare gli esami sono esclusivamente coloro che hanno risposto personalmente all'appello. Mi raccomando, per favore, di portare con voi tutti i libri (compresi i saggi) e una copia del programma: non ho mai fatto scadere i miei programmi per venirvi incontro e non farvi comprare altri libri, ma non posso ricordare tutto. Voi basta che facciate una copia dalla guida dello studente. Tranquilli e non ascoltate alle voci che girano, che servono solo a farvi venire tesi e stremati. Studiate e venite preparati, come dovrebbe essere ad ogni esame, poi state calmi che non c'è motivo di preoccupazione. BM